venerdì 23 gennaio 2015

Diserzioni 22 gennaio: Echi di luce

a vagare, a vaneggiare,
a spingersi sempre più distante
a ricercare chissa dove
suoni nascosti nell'ombra
che raccontano storie
di echi di luce

Tineidae: Echoing Lights (Feat. Anodised)
Poordream:  Ninetynine
Tropics: Blame
Ghost Culture: The Fog
Douglas Dare: Swim
Billy Boyd: Pippin's Song (Sun Cro Remix)
Blδnc - Rehab (Unimog VIP)
Polo X Kamandi - Magic
Lust For Youth & Croatian Amor - Sister
Manu Shrine & Denis Zyryanov - Severity
Antigravity: Hurt
Ben Frost: Venter - Evian Christ Remix
Item Caligo: Faded Before Blossom


venerdì 16 gennaio 2015

Diserzioni 15 gennaio: Irrealtà sonora

Non è un sogno, ma sognare da svegli.
Non è l'arrivo, ma il viaggiare
non è il perdere, ma il perdersi
non è la tradizione, ma la trasformazione
Non è la realtà sonante, ma l'irrealtà sonora

Borealis : Not Of This Reality (Synkro Remix)
Synkro: Distant Eyes
Sun Cro:L Ost
Last Japan: Don't Forget Me Feat. Treble Clef
Sqz Me: True Evil
Axh: I Feel Safe
Ext: Time Flies
Sorrow: Never Too Far
Feverkin: Sinking Ft Nori
Ilya Wazuhiru: Velimir's Sea
Averos: Soun (Naono's 'Abandoned' Mix)
36: Dream Tempest

http://www.sherwood.it/media/7054/08a8a45e31471192/diserzioni_15-01-15.mp3

venerdì 9 gennaio 2015

Diserzioni 8 gennaio: Blue nights

Scrivevo silenzi,
notavo l'inesprimibile,
fissavo vertigini
quietavo le ombre
aprivo finestre
respiravo suoni...
in malinconiche notti

Cold Friction: Blue Nights
my.head + Last Japan: Bound
Δ M: Two Stars
Vagrant: Blue
Margary's Kid: Querching
Trench: Wizardman
fuer steps: lunar-dust
N4M3-I-Know
The Antlers – Kettering (Unworldly Remix)
Obeson: A Long Way Down
OffBeatKid: Inside
D&W x ArtJumper: On The Edge Of The Earth
Snowpoet: Alive With Closed Eyes (Vaun Remix)

http://www.sherwood.it/media/7045/c0bd8d354f139178/diserzioni_08-01-15.mp3

martedì 23 dicembre 2014

..dedicato a chi non sa fare le playlist di fine anno


Ma serve ancora a qualcosa fare le playlist di fine anno?
La domanda rieccheggia di nuovo inevitabile.
Assieme alla domanda - ossessiva, annoiata, rituale, neccessaria – circolano anche alcune risposte nei vari forum musicali.
Qualcuno ritiene che queste classifiche dovrebbero avere essenzialmente una funzione semaforica: dovrebbero cioè suggerire il via libera o lo stop all'ascolto di un disco visto l'impossibilità comune del scegliere nel marasma musicale odierno. Qualcun'altro pensa che la funzione sia essenzialmente giudicante, una sorta di tribunale estetico in cui si emettono sentenze e si eseguono condanne (tanti mettono pure le classifiche dei peggiori dischi dell'anno). Qualcun'altro ancora pensa che siano un momento di mediazione tra l'autore e il suo pubblico. Chi solo un gioco...e si potrebbe continuare.
E chi non ama nessuna di queste figure?
Chi non si ritrova ne nei panni di un semaforo ne di un giudice, ne in quelli di un mediatore. Che fa? Rinuncia? Decide di fare altro? Si iscrive al partito del “ quelli sì che erano tempi”?
Io semplicemente penso che non serva fare playlist per parlare del suono attuale. Penso che oggi non serva tanto fare da mediazione tra l' autore e l'ascoltatore (entità oggi quanto mai fantasmatiche) quanto piuttosto tra il mondo e il senso. Il suono sta li nel mezzo. E chi “scrive” di musica dovrebbe essere colui che tesse relazioni tra l'uno e l'altro. O che proietta l'uno sull'altro. O genera l'uno a partire da l'altro.
Per farlo deve saper ascoltare oltre. Deve rivelare ciò che in genere non viene rivelato.
Consapevole comunque di rivelare una parzialità infinitamente piccola di un mondo che contiene un'infinità di mondi.
Non c'è via d'uscita: per me la playlist di fine anno è impossibile stillarla.

Non mi resta che continuare a muovermi attraverso il suono fra il mondo e il senso senza pretendere di sapere una volta per tutte dove sto andando. Ma senza mai dimenticare che se nel mio orizzonte resta solo il suono (e non c'è il mondo, e non c'è il senso) forse è meglio che smetta di trasmettere e scrivere di musica.

venerdì 19 dicembre 2014

Diserzioni 18 dicembre: Echi del passato

Nelle sconfinate lande del suono
riemergono come spettri,
s'aggirano nella memoria
provocando dolci nostalgie
e senti che non ci sarà futuro
senza questi echi del passato

Bc_Ranger: Echoes Of The Past
Carlos Cipa:  And Gently Drops The Rain
Poppy Ackroyd: Feathers
Craig Amstrong:  Désolé
To Destroy A City: Escape-Return
Near The Parenthesis: This Way
(Ghost):  Invisible Handcuffs
Max Cooper: Origins
Jon Hopkins:  Breathe This Air (Asleep Version)
Loscil : Bleeding Ink
Bvdub: I Break All Around You

http://www.sherwood.it/media/7027/272b4cd06b9919f1/diserzioni_18-12-14.mp3

lunedì 15 dicembre 2014

Dream Machine

L'avevo letto da qualche parte. Probabilmente in in libro di William Burroughs.
Esisteva una macchina in grado di generare sogni!
Si chiamava Dream Machine ed era stata inventata e costruita da Brion Gysin and Ian Sommerville.
Poi d'incanto la trovai su una rivista (allora internet non c'era) che dava perfino le istruzioni per costruirla. Metterla assieme fu un gioco da ragazzi e per farla ruotare a 78 giri bastò usare la vecchia valigetta giradischi di mia madre. Ma generare quei sogni si dimostrò molto più complicato: passai ore davanti a quei lampi di luce senza ottenere granche.
Anni dopo lessi che dei progettisti giapponesi avevano creato un programmatore subliminale di sogni, lo Yumemi Kobo, uno strumento che serviva a costruirci dei sogni su misura.
Non mi sono mai informato dell'attendibilità del progetto ma di sicuro questo progetto presagiva una certa tendenza sempre più diffusa nell'universo mediatico e anche musicale.
Le nuove tecnologie di diffusione del suono in streaming (Spotfy, I Tunes, Deezer, Google Play Music...) sono sempre più in grado di regalarci musiche tagliate su misura: possono creare playlist di genere, creare radio per ogni gusto...trasportando l’intenzione di quei progettisti giapponesi in musica.
Ciò non significa che questi strumenti sappiano aprire i confini della percezione e dell'immaginazione. Anzi, l'immaginazione si nutre della messa in corto circuito delle proprie convinzioni sonore.
Ecco perchè Diserzioni preferisce lasciar galleggiare suoni in un “cuore di tenebra” ambiguo e inafferrabile che nessuna macchina potrà mai programmare.
Ma soprattutto ci pare che l'immaginazione sia incompatibile con l'autoreferenzialità perchè a furia di sognare solo e sempre se stessi si finisce male. Un po' come le vecchie stars afflitte da narcisismo onanistico. La tristezza di vedere all'opera gli ultimi U2 nè è la prova e solo un esempio tra i tanti di questa deriva.
Per fortuna c' è “l’altro suono”, che a suo modo è da sempre una Dream Machine, ma impedisce di sognare ciò che vogliamo.
Ci impedisce di illuderci che i nostri sogni siano gli unici desiderabili e ci spinge invece a ricercare altri utopici sognatori nelle lande sconosciute nel suono.

ps) nota/trip/delirio scritto riascoltando un promo in vinile rosa con al centro la scritta "Underworld - Rez" a più di 20 anni dall'uscita: